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Chiesa di San Vito

La Chiesa di San Vito, patrono del comune di Forio, affonda le sue origini nel lontano 1306 come attesta la bolla di fondazione della parrocchia omonima del medesimo anno, ma si ritiene sia stata costruita sulle fondamenta di una preesistente cappella.

I primi lavori di ristrutturazone ed ampliamento furono eseguiri nel 1656, nonostante deve il suo attuale aspetto architettonico agli interventi di ricostruzione eseguiti nel 1735 a spesa dell’Università di Forio; a questo periodo risale la costruzione delle navate laterali, del transetto e dell'abside.

Tra il 1820 ed il 1854 la facciata fu interessata da lavori di ridefinizione, tra cui l'apposizione di una maiolica raffigurante San Vito, ed il restauro dei due campanili con cupole di gusto orientale, di cui una accoglie la campana più grande dell'isola d'Ischia, regalo di Ferdinando II, mentre l'altra ospita un orologio.

L'interno si sviluppa su un impianto a croce latino diviso in tre navate in stile barocco, mediante pilastri con lesene, coperto da dieci cupole ed impreziosito da stucchi settecenteschi.

Sul fondo della navata si apre l'abside rettangolare coperto da cupola elittica dov'è ospitato l'altare maggiore di marmo in stile bizantino datato 1748, sovrastato da una pala di notevoli dimensioni raffigurante la Vergine in Gloria tra i Santi Vito e Caterina d'Alessandria con in alto la Trinità ed in basso un panorama di Forio, opera di Alfonso Di Spigna (1745).

Ai lati dell'altare si osservi una statua in legno di San Vito del XVI secolo, le tele rappresentanti le stazioni della Via Crucis, una tela della Maddalena realizzata da Domenico Antonio Verde nel 1710, ed il dipinto di Cesare Calise (1636) raffigurante la Trinità con San Gennaro e Santa Cecilia.

Nei pressi dell'ingresso si ammiri: 

  • un polittico ligneo collocabile tra il XV ed il XVI secolo e raffigurante la Madonna delle Grazie e Santi;
  • due oculi con l'Annunciazione;
  • la tela con effige dei Santi Giuseppe, Nicola e Rocco;
  • la statua lignea dell'Immacolata;
  • la statua lignea di Sant'Antonio;
  • la tela del Martirio di Santa Caterina d'Alessandria;
  • infine, la tela della Sacra Famiglia con Sant'Anna e San Gioacchino eseguita nel 1680 da Anna Maria Manecchia.

Da non perdere la visita ai locali della sacrestia dove sono custodite altre opere artistiche, una Pietà realizzata da Alfonso Di Spigna ed una statua in argento e rame dorato di San Vito, eseguita nel 1787 da Giuseppe e Gennaro del Giudice.

Ricordiamo altresì la presenza nelle sale ecclesiastiche di una biblioteca contenente 5000 volumi.

 

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