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Cattedrale dell'Assunta

La Cattedrale di Ischia dedicata sia a Santa Maria Assunta che alla Madonna della Scala, si erge a brevissima distanza dal Castello Aragonese nella zona conosciuta come Ischia Ponte.

La sua realizzazione risale al 1388, ad opera di Pietro Cossa, figlio del Governatore di Ischia, Giovanni Cossa, deceduto nello stesso anno nella Pineta di Geronda.

Il 27 dicembre del 1509 il tempio sacro ospitò le nozze della poetessa Vittoria Colonna con Ferrante d'Avalos, signore di Ischia e marchese di Pescara.

Distrutta da una eruzione vulcanica del Monte Epomeo, costringendo gli abitanti a rifugiarsi sull'isolotto del Castello, la chiesa venne ricostruita nel 1810 per mano dei Padri Agostiniani, che avevano nelle adiacenze il loro monastero.

L'impianto strutturale nel corso dei secoli subì diverse trasformazioni e rifacimenti, fino a giungere a noi nella forma barocca in occasione dei lavori eseguiti tra gli inizi del XVII secolo e la metà del XVIII secolo, su progetto di Antonio Martinetti.

Il prospetto principale in stile barocco ospita tre ingressi delimitati da altrettante cancellate, di cui quello centrale è sovrastato da un elegante mosaico, ed è affiancato da una torre campanaria risalente al 1596, utilizzata originariamente dagli abitanti come luogo di rifugio durante le incursioni.

L'interno ospita tre navate riccamente decorate a stucco ad opera di Cesare Diana nel XVIII secolo, "sorvegliate" da una cupola, e pavimentate in marmo (1912).

Tra le opere artistiche ivi custodite citiamo:

  • un arco trionfale nel centro della navata impreziosito da un'effigie di stucco raffigurante il volto della moglie di Pietro Cossa, fondatore della Chiesa primitiva;
  • una tela realizzata da Giacinto nel 1760;
  • una statua lignea trecentesca del Cristo Nero;
  • tre statue raffiguranti le virtù cardinali (1500) opera di Antonio Raboccio; 
  • l'altare maggiore in marmo sovrastato da una splendida pala raffigurante l’Assunzione di Maria;
  • balaustra marmorea;
  • gli altari laterali commissionati durante l’Episcopato di Giuseppe d’Amante ossia tra il 1818 ed il 1844;
  • battistero custodito nella prima cappella della navata sinistra, famoso perchè fu proprio qui che venne battezzato Carlo Gaetano Calosirto, futuro S. Giovan Giuseppe della Croce;
  • tela cinquecentesca raffigurante San Giorgio che Trafigge il Drago;
  • vasca battesimale di epoca rinascimentale, sorretta da tre cariatidi;
  • i resti della tomba di Giovanni Cossa, padre di Papa Giovanni XXIII, distrutta nel 1809 durante i bombardamenti degli inglesi, appostati sulla collina di Soronzano.

Da non perdere la visita al piano inferiore della cattedrale dove sono custodite le cappelle delle famiglie nobili del Castello Aragonese, ed i luoghi dove essi furono seppelliti, oltre a splendidi affreschi della scuola di Giotto.

 

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